Piano per l’emergenza socio-economica della Regione Campania: per la casa occorre più coraggio.

Il piano per l’emergenza socio-economica della Regione Campania, pur contenendo misure di carattere generale apprezzabili, per quanto riguarda il problema abitativo non prevede nessuna misura che possa incidere significativamente, nell’immediato, sulla gravità e complessità della questione.

Tuttavia,  per l’esiguità del finanziamento aggiuntivo ai fondi statali già disponibili (la Regione disponeva già di  14.506.740,73 milioni di euro per il fondo di sostegno agli affitti ex art. 11 delle legge 431/98, cui vanno aggiunti quelli in corso di ripartizione per la morosità incolpevole e aver portato tali risorse a soli 24.987,841 euro complessivamente, cui vanno aggiunti 6.450,674 per una generica misura di sostegno all’affitto) non può essere ritenuta una misura sufficiente a dare una risposta al grave problema.

Se si pensa di procedere con queste modalità ordinarie, gran parte di tali risorse destinate al bando regionale di sostegno all’affitto, pubblicato prima dell’emergenza sanitaria, verranno utilizzate all’esito di un bando regionale i cui termini sono stati prorogati al 27 aprile 2020. Il contributo sarà erogato alle famiglie non prima di 7/8 mesi, quando probabilmente la gran parte delle famiglie sarà sotto sfratto.

I sindacati e le Associazioni degli Inquilini avevano chiesto di creare subito un fondo unico da distribuire ai Comuni che, con una procedura a sportello, potessero venire incontro alle famiglie con gravi problemi per il pagamento dell’affitto e con un reddito ISEE non superiore a 15.000,00 o che dimostrino di aver perso la propria capacità reddituale a causa dell’emergenza, con un contributo di almeno 1000,00 euro.

Nel richiamato piano si prevede, poi, un contributo da destinare agli inquilini ERP di 8 milioni di euro. Non si capisce quale sia la finalità, giacché, per le case del patrimonio pubblico, basterebbe prevedere l’esonero anche temporale del pagamento dei canoni di affitto, in presenza di comprovate esigenze economiche da accertare nelle forme di legge.

Le OO.SS., ribadendo la propria disponibilità ad un confronto costruttivo richiesto da tempo, ripropongono di creare un unico fondo per il sostegno alle famiglie in affitto di almeno 50 milioni aggiuntivi alle risorse ordinarie, da utilizzare con procedure rapide e concrete, come già avvenuto per gli interventi di prima assistenza.

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