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Riforma ERP in Campania: documento delle Organizzazioni degli inquilini e degli assegnatari

Le sottoscritte Organizzazioni dell’utenza SUNIA-SICET-UNIAT-ASSOCASA registrano una sempre più crescente insofferenza al confronto con le Organizzazioni sociali al punto che, nonostante quanto previsto dai Regolamenti regionali, sono sempre più rare le occasioni di confronto con i vertici politici regionali e dell’azienda che fa capo alla stessa Regione.

Ormai il confronto con le parti sociali è delegato in maniera impropria ai funzionari sia regionali che dell’’azienda regionale per l’edilizia residenziale. Basti solo pensare che il direttore generale dell’ACER che fa parte dell’Osservatorio ed è il Presidente della Commissione rapporti con l’utenza dell’ACER, rifugge sistematicamente dal partecipare alle riunioni degli Organismi, dimostrando sprezzo e insofferenza al confronto con le parti sociali.

Tra l’altro al disprezzo del confronto con le parti sociali si accompagna un’assoluta inadeguatezza nella gestione delle problematiche del patrimonio pubblico e, ciò nonostante, mai come in questa fase l’ACER beneficia di flussi finanziari consistenti. Basti farsi una passeggiata nei vari dipartimenti dell’ACER per rendersi conto dell’assoluta inadeguatezza dei vertici : le sedi praticamente chiuse, il personale sempre di più inadeguato e insufficiente, servizi manutentivi quasi inesistenti, nessuna programmazione né delle vendite, né della gestione del numeroso pregresso nella gestione amministrativa, nessun confronto con le parti sociali al punto che, ad oggi, non è stato nemmeno ipotizzato un regolamento per il recupero della morosità pregressa nel rispetto dei Regolamenti regionali; nessun confronto serio è stato avviato sui piani di manutenzione, recupero e rigenerazione urbana.

Gli unici progetti predisposti sono quelli redatti già da diversi anni e che non erano stati completati per mancanza di finanziamenti. Si ignora completamente quali progetti innovativi siano stati predisposti. Tra l’altro, è veramente scandaloso che la Regione, nonostante esplicite richieste, non ha mai convocato una riunione dell’Osservatorio su queste tematiche.

Le rare convocazioni dell’Osservatorio si limitano ad informazioni parziali su problematiche per le quali nessun confronto è mai stato effettivamente avviato. Qualcuno spaccia per confronto le informazioni fomite a posteriori alle parti sociali e, spesso, nei vari provvedimenti, si fa riferimento ad un presunto confronto con il sindacato che non c’è mai stato se non nell’avvio della riforma dell’edilizia pubblica, confronto interrotto proprio quando c’era necessità di non  chiudersi nella propria referenziale autosufficienza.

Dopo circa due anni dall’’entrata in vigore della riforma, la Regione, con il parere contrario delle Organizzazioni sindacali, ha proceduto a delle modifiche del Regolamento solo perché non è stata capace di far istituire l’Autorità per le opposizioni in tutte e cinque le province.

Infatti, tale modifica prevede che, avendo soppresso le Commissioni Assegnazione alloggi, dal 1° gennaio del 2022 si dovrebbe insediare la sola autorità per le opposizioni della provincia di Napoli che, per un periodo di sei mesi, dovrebbe occuparsi anche delle altre province della regione, con quali difficoltà e risultati è facile immaginarlo.

Per tutte le pratiche giacenti presso l’ACER o i Comuni (circa 18.000 pratiche), il grosso delle quali è dell’ACER e di alcuni comuni, come Napoli e Pozzuoli, la Regione si è inventata una procedura che, in sostanza, assegna agli stessi Enti che hanno mostrato la loro incapacità di istruttoria e gestione, il compito di istruire e definire tutte queste pratiche senza neanche prevedere un termine perentorio per la conclusione del procedimento il tutto a danno dell’utenza.

Pare che la Regione si sia concentrata, per motivi ancora poco chiari, esclusivamente a sopprimere le Commissioni provinciali, che sino ad oggi hanno garantito, in qualità di organismi tecnici composti da una pluralità di soggetti, tra cui Regione e Comuni, la trasparenza e imparzialità del procedimento amministrativo proprio per la delicatezza delle pratiche di assegnazioni in deroga.

Il tutto ignorando le proposte delle Organizzazioni sociali che, preso atto di questa volontà politica inamovibile, avevano rappresentato la necessità di costituire organismi tecnici di orientamento al fine di avere indirizzi omogenei nella gestione del pesante pregresso che, di fatto, ad oggi impedisce che decollino gli strumenti necessari per una corretta anagrafe dell’utenza e del patrimonio e la costruzione di una banca dati necessaria ad una razionale programmazione delle risposte alle problematiche abitative.

Le Organizzazioni degli inquilini hanno fatto le loro proposte chiare indicando anche le possibili soluzioni, ma la risposta è stata di una tracotanza assoluta. Mentre veniva convocato il gruppo di lavoro dell’Osservatorio per un esame delle proposte per il giorno 5 gennaio, veniva inviata, in data 28 dicembre 2021, una circolare a firma della dirigente del Governo del territorio, con la quale si comunicava che la Giunta regionale aveva già approvato le modifiche al Regolamento, creando ulteriore confusione nella gestione del pregresso e per l’avvio della nuova fase. Lo stesso rinvio dell’applicazione della nuova disciplina del canone di locazione degli alloggi ERP andrebbe spiegato in maniera più seria.

Va detto che, nonostante le ripetute richieste articolate delle Organizzazioni degli inquilini, non è stato mai affrontato il tema della verifica e del monitoraggio avviato sul nuovo regime. Non si è detto che la stragrande maggioranza degli Enti gestori aveva proceduto ad acquisire la documentazione reddituale necessaria a verificare gli effetti dei nuovi canoni sulle famiglie.

Le Organizzazioni dell’utenza hanno fatto proposte concrete per una correzione dei meccanismi di calcolo dei nuovi canoni che, pur recependo la necessità di adeguamento del regime dei canoni deve necessariamente salvaguardare i redditi bassi ai pensionati e lavoratori precari, correggendo anche il meccanismo ISEE onde evitare degenerazioni che possono essere oltremodo punitive per gli assegnatari a basso reddito.

Il semplice rinvio dell’applicazione del nuovo regime dei canoni, tra l’atro adottato dalla Giunta Regionale all’ultimo minuto, il 28 dicembre, ha determinato
grossi rallentamenti e disagi in ordine alla bollettazione dei primi mesi del 2022 sia per i pochi operatori degli enti che per l’utenza, non può essere sufficiente se non è accompagnato da una  sostanziale revisione dei meccanismi di calcolo che si intende introdurre nella gestione del patrimonio pubblico.

Del resto, il mancato confronto con le rappresentanze sociali pesa anche sul nuovo regime per l’assegnazione degli alloggi pubblici. La famosa piattaforma regionale per l’anagrafe del fabbisogno abitativo, che sarebbe dovuta partire dal 1° gennaio 2022, è ancora lontana dall’essere realtà, mentre già si profilano ulteriori rinvii che non mancheranno di creare ulteriore confusione nella gestione delle problematiche abitative. In considerazione di ciò ad oggi i Comuni non hanno gli strumenti normativi a disposizione per assegnare gli eventuali alloggi disponibili, lasciando ampio spazio alle occupazioni abusive.

La stessa circolare emanata, si ripete, senza nessun confronto con le rappresentanze dell’utenza, non risolve i problemi di quei comuni che, come Napoli, ad oggi non hanno una graduatoria per l’assegnazione degli alloggi pubblici, con tutto quello che ne consegue in termini di confusione e possibili discriminazioni e ingiustizie a danno dei cittadini.

È necessario che venga convocata una riunione dell’Osservatorio regionale sulla casa, con la presenza di tutte le sue componenti, per un esame complessivo della situazione, evitando di fare circolari, tra l’altro con grosse lacune giuridiche, che anziché risolvere, creano ulteriori intoppi alla corretta gestione delleproblematiche abitative.

 

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