Sunia, Sicet, Uniat e Assocasa: la Giunta Regionale getta nel caos la gestione dell’ Edilizia Popolare

Napoli, 7 Agosto – SUNIA, SICET, UNIAT e ASSOCASA inviano una dura nota al Presidente De Luca e all’Assessore all’Edilizia Popolare, Discepolo, per stigmatizzare la mancata approvazione delle modifiche e integrazioni al Regolamento per la gestione del patrimonio pubblico.

Secondo le Organizzazioni degli Inquilini, risulta incomprensibile la decisione della Giunta Regionale di rinviare sine die l’approvazione delle integrazioni tecniche al Regolamento per la gestione del patrimonio pubblico. Un lavoro portato avanti a tappe serrate per apportare quelle modifiche necessarie ad evitare che la già difficile gestione del patrimonio pubblico potesse piombare nel caos e nella confusione più assoluta, con la conseguenza che gli unici a pagare sarebbero stati i cittadini.

Le Organizzazioni degli Inquilini, a fronte della incomprensibile scelta di De Luca e della sua giunta esprimono la più ferma protesta per una decisione che non mette gli enti gestori nella condizione di dare concreta applicazione ai nuovi criteri di gestione. Alcune modifiche, tra l’altro, erano state ritenute necessarie anche a causa dell’emergenza sanitaria prevedendo uno slittamento delle date per la presentazione della documentazione ISEE e per altre scadenze previste.

Con la mancata approvazione delle modifiche delle scadenze – ribadiscono i Responsabili delle Organizzazioni dell’inquilinato Giordano (SUNIA), Amendola (SICET), Estero (UNIAT) e Rispoli (ASSOCASA)- tutti gli assegnatari dovranno consegnare la documentazione ISEE entro il 30 settembre 2020. Inoltre, la gran parte dei Comuni, ancora oggi, non hanno provveduto a richiedere la certificazione ISEE agli assegnatari del proprio patrimonio.

L’Osservatorio Regionale sulla Casa ha deliberato all’unanimità, il giono 8 giugno 2020, di far slittare i termini per la consegna del documento reddituale al 30 dicembre 2020 e di far decorrere il nuovo regime dei canoni legato al modello ISEE dal 1° gennaio 2022.

Per questi motivi, le Organizzazioni dell’ Inquilinato, chiedono che vengano adottate subito le necessarie misure per fronteggiare il caos prevedibile nella gestione del patrimonio pubblico.

 

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